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Ivrea 2024

 Le selezioni per le varie compagini slalomistiche italiane si sono concluse ed è il momento per sottolineare alcuni aspetti che ho notato.

Parto dai K1 perché se l'anno scorso il fenomeno nascente era il giovane Ferrazzi, quest'anno lo scettro va invece all'eporediese Pistoni, Michele, per la precisione.

Il longilineo giovine ha una tecnica piacevolmente diversa da quella mordi-e-fuggi che pareva essere l'unica via perseguibile per avvicinarsi alle prestazioni del Dege nazionale; Michele arrotonda le rotazioni molto più dei "mordifuggisti" che ruotano sul posto limitandosi a mettere tra le paline la testa ed un pezzo di coda della canoa, lui entra un po' di più, fa ruotare la canoa lungo un raggio maggiore e, udite udite, esce dalle risalite con velocità maggiore rispetto agli altri.

Vecchio discorso, certo, se giri un po' più largo puoi ottenere una velocità in uscita più alta, pagandola qualche frazione di secondo in più. Però non devi ripartire da quasi zero come invece fanno spesso alcuni suoi colleghi.Pagaiate precise, nessun colpo di troppo, corpo centrato ed atteggiamento di chi sta seguendo un piano ben programmato, non ha preclusioni verso rotazioni eseguite a fianco esterno alto e raramente pianta la coda più di quanto non sia strettamente utile. 

C'è da dire che molti altri usano una filosofia simile, dotata di maggior scivolamento, minor numero di ripartenze esplosive e minor estremizzazione dei passaggi di collo nelle risalite, il primo nome che mi viene in mente è quello di De Gennaro ma i vari Barzon, Ivaldi (Zeno, ovviamente, e mi spiace molto per la penalità in finale; sarebbe stata un'ottima gara) ed altri ancora abbracciano questa linea. 

Tra i profeti dello stile mordi-e-fuggi fatto di traiettorie dirette, rotazioni quasi fuori dalle risalite e passaggi di collo con grandi sdraioni sulla coda, troviamo l'altro giovine prodigio, Xabier Ferrazzi. Per lui la ripartenza è cosa normale e la effettua praticamente ad ogni risalita, il risparmio di metri percorsi è evidente così come la spettacolarità di questo stile che a Tacen e ad Ivrea ha messo in risalto un altro giovane talentuoso "mordifuggista", l'esplosivo Gabriele Grimandi che in Slovenia ha vinto una delle due gare e ad Ivrea ha messo al collo il bronzo mentre l'oro è andato a De Gennaro e l'argento a Pistoni.

Tra le donne del kayak la regina è sempre Stefy Horn che in finale ha concesso la vittoria alla brasileira Satila grazie ad una penalità.Il suo stile compatto e potente lascia di solito un distacco di 5-6 secondi alle italiane inseguitrici ma questa volta Francesca Malaguti si è distinta dal gruppo giungendole ad appena un paio di secondi e rotti. Francesca ha uno stile leggero ed è riuscita ad essere precisa e pulita lungo tutto il percorso eporediese mentre non aveva particolarmente brillato né a Tacen né a Valstagna. Speriamo che da qui in poi riesca a confermare il buon risultato di sabato scorso.

Tra le giovani speranze femminili, queste selezioni hanno messo in luce un gruppetto di 6-7 ragazze dal quale mi pare spicchino un po' Spagnol, Pistoni, Marini e per ragioni anagrafiche, la junior Pignat. Lucia Pistoni ha quello stile pulito e preciso che è un po' il marchio di famiglia, mentre Spagnol, Marini e Drescher tendono a compensare con l'aggressività la minor precisione. 

Nella C1 maschile il dominatore fra gli azzurri è sicuramente il potente, veloce, preciso e funambolico Raffaello "Motoscafo" Ivaldi che quest'anno pare confermare la regolarità nei risultati già raggiunta l'anno scorso. Tra i suoi storici colleghi ci sono l'altrettanto potente ma discontinuo Colazingari, il compatto Paolo Ceccon e il fulmine di Subiaco, Flavio Micozzi. 

Parlando di Ceccon devo ammettere che quello che ho visto dal vivo ed poi attraverso le telecamere fisse del nuovo impianto eporediese, testimonia che Paolo è davvero bravo. Forse potrebbe immergere la pagaia in acqua un più rapidamente, forse andrebbe più velocemente con un'altra barca, ma quello che fa vedere col suo stile compatto e pulito è realmente scorrevole e preciso.

L'arancione Barzon, è entrato tra i senior solo qualche anno fa e sta recuperando scorrimento e fluidità che tanto rendono meravigliose alcune sue rotazioni nelle risalite e che richiamano alla memoria ciò che già palesò da junior.  Solo al termine dello scorso anno ed in questi ultimi mesi sta facendo vedere che quando riesce ad andare come già sapeva fare i risultati arrivano.

Tra i praticanti della Via Dello Scorrimento troviamo Maiutto e lo junior Rizzieri. Tutti e due con belle posture, pagaiate precise, movimenti fluidi e buona navigazione. Marchegiano controlla la canoa un po' più con la pagaia rispetto agli altri ed ha movimenti un pelo più compatti peccando forse un pochino in scorrimento, ma sulle tumultuose acque di casa il suo stile è comunque efficace. 

Marino, fratello di Agata Spagnol, ha tecnica, navigazione e scivolamento interessanti che sicuramente affinerà nei prossimi tempi. Nell'attesa di realizzare col padre un modello marchiato CS Canoe è l'unico ad usare un guizzante Genie Galasport mentre gli altri azzurri sono quasi totalmente al comando di Demon4 Vajda, fanno eccezione il Fokus ZigZag di Barzon e il Kaiten Connect di Ceccon.

Due cose interessanti, almeno per me, sul Genie. Lo ha usato l'anno scorso e lo usa quest'anno l'economico Gestin che a quanto pare sarà il portacolori francese a Parigi '24, lo ha invece mollato in favore del Demon4 Vajda lo stesso svizzero Koechlin che aveva voluto le derivette sotto lo scafo. Nonostante ciò, tra i francesi la marca della piccola frazioncina ceca, Tedrazice, è molto popolare e i due modelli più diffusi tra i finalisti della prima prova della Coppa Francese sono il Torr Penn (sconosciuto in Italia) ed il Genie.

In quella finale ha vinto Gargaud, senza nemmeno un cambio pala e cavalcando un Demon4, grazie alle doppie penalità accumulate dal Torr Penn di Debliquy e dal Genie di Gestin che sul solo tempo gli avrebbero rifilato rispettivamente 2",66 e 2",09.La parte sorprendente della gara sta tutta nella finale B (sì, i francesi hanno talmente tanti atleti che fanno le finali A e le finali B) nella quale i Fokus ZigZag di Fischer e Bernardet hanno fatto segnare 97",34 e 98",34 netti sufficienti a garantirgli 1° e 2° piazzamento anche in finale A. 

Mentre Fischer è l'unico "switcher" tra i più forti ciunisti francesi, tra le donne d'oltralpe il cambio pala è molto diffuso ed applicato sistematicamente da moltissime, anche dalla vincitrice della gara di Vaires sur Marne, l'elegante Angele Hug sul suo Demon4. 

La stilosa moretta ha rifilato "belli" 6",09 (4",09 al netto delle penalità) alla prima delle inseguitrici, Camille Castryck e al suo Demon4, modello che pare avere un grosso successo sia oltralpe che a casa nostra.

Il C1 slovacco è infatti parimenti usato dalle nostre tre punte di diamante rosa: Bertoncelli, Borghi e Micozzi.

Tre ragazze, tre canoe identiche e tre stili completamente diversi.La più spettacolare da vedere è sicuramente Elena Borghi che ha una capacità di affrontare i flutti superiore alle altre due ed anche a moltissime concorrenti straniere, purtroppo non ha la precisa determinazione di Marta né la fulminea potenza di Elenina Micozzi.A quest'ultima manca invece un po' di abilità nell'affrontare l'acqua grossa, ma ha una pagaiata migliore delle altre due specie nelle condizioni di acque più facili.  Peccato tenda a pagaiare di braccia nelle acque più dure laddove sarebbe più redditizio lasciare il braccio disteso, tirare via la canoa usando la schiena e buttando le gambe avanti. Non che le sue colleghe siano delle maestre in queste condizioni, ma lo fanno un po' meglio di lei, specie Marta che a quanto pare ha lavorato quest'inverno anche su tale aspetto. 

Il braccio piegato in trazione è una piaga che affligge Borghi e che, anche se non se ne vuol rendere conto, le frega secondi interi ad ogni manche.Ultimamente mi sono accorto che nelle risalite, quasi tutte, Elena ha preso l'abitudine di portare le spalle avanti durante la trazione sulla pala mangiandosi mezzo colpo e la relativa mezza spinta. Marta lo fa molto meno (ma ogni tanto lo fa) e probabilmente perde meno velocità di Elena perché usa traiettorie e rotazioni leggerissimamente più larghe. Apparentemente immune a questa modalità parassita, Elenina non lo fa mai.Chi avesse voglia di riguardare le discese eporediesi della Villarubla o della Satila (o di qualunque altra atleta internazionale in qualunque gara) si accorgerebbe che nessuna di loro usa questo movimento e credo che a questo punto sia chiaro anche il perché.

Detto ciò bisogna altresì riconoscere che i miglioramenti sono palesi per tutte e tre le ragazze, ma il mondo della canadese femminile è in evoluzione continua e al momento solo Jessica Fox rappresenta il livello tecnico che tutta l'attuale categoria dovrà raggiungere prima che lo facciano le nuove leve. 

Quando Jon Lugbill vinse i Campionati Mondiali di Augsburg davanti a Hearn, Hedges e Demonti, il cecoslovacco Juraj Ontko arrivò quinto pagaiando col braccio fortemente piegato, era il 1985. Oggi non c'è nessun atleta della C1 maschile che pagai in quel modo perché il livello si è alzato e ormai se non sei capace di pagaiare bene non vai da nessuna parte. 

Nulla fa pensare che per le donne sarà diverso.


Forza azzurri!

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