Da Seu niente medaglie ma tante buone cose

Updated: 6 days ago

Cominciamo dai K1 uomini dove in finale il mitico De Gennaro si incarta tra la riva ed una risalita toccandone una palina e perdendo per 70 centesimi la prima posizione da un altrettanto penalizzato Prskavec. In quei 7 decimi si infilano lo sloveno Srabotnik e il ceco Prindis lasciando al nostro velocissimo Giovanni un po' di sapor di legno in bocca.

A mio avviso, ad oggi non c'è kayakista con tecnica più elegante ed efficace di Giova; la pulizia e la fluidità dei movimenti, la precisione della canoa, i passaggi millimetrici e l'abilità nella conduzione in acqua mossa lo rendono uno dei migliori slalomisti al mondo.


Meno precisi gli altri due alfieri azzurri che collezionano un'identica penalità da 56 secondi: Beda alla 5 e Ivaldi alla 15.

Quasi sempre molto irruento il primo e altalenante tra una concentrata determinazione ed un'agitata fretta il secondo.

Marcello ha forza e tecnica "da vendere ed appendere" ma non riesce a trovare nella precisione e nella scorrevolezza La Via che invece dovrebbe percorrere.

Zeno ogni tanto fa vedere belle esecuzioni nelle quali riesce a far correre la canoa dando l'impressione di aver trovato abbastanza fiducia in sé stesso da fidarsi dello scorrimento e abbandonando finalmente l'agitazione, ma quasi regolarmente decide, o non può evitare, di tornare ad agitarsi nella successiva e più importante manche.

Peccato perché anche lui ha davvero grandi doti.


Nella categoria "#menomalecheStefyc'è" ben tre porte subiscono il contatto della nostra Horn che finisce sesta nella classifica guidata dalla forte Ricarda Funk e priva della australiana Jessica, autoeliminatasi con una semifinale molto sottotono.

Senza le penalità, solo per dare un'idea delle sue capacità, Stefanie Horn sarebbe giunta seconda.


Ma ora parliamo della canoa, quella vera.

Purtroppo Marta Bertoncelli incappa in un 50+2 che la taglia fuori dalla parte utile della classifica mentre Elena Borghi, con una discesa non bellissima, riesce comunque a piazzarsi nona agguantando una delle dieci magiche "Q" che danno accesso alla finale.

In finale, con un'altra discesa "diversamente bellissima", approda all'ottava posizione.


Aggiungo un paio di osservazioni:

la prima è che la Satkova è arrivata sul podio anche in questa occasione senza fare nulla di eccezionale ma limitandosi ad essere scorrevole e precisa. Nessun rischio, nessuna perdita di tempo, solo mantenendo una bella posizione del corpo e la maggior efficacia possibile.

La Gabriela non dà pagaiate di troppo, non prende evitabile acqua in coperta, non sta gobbetta in avanti, non butta giù la testa quando pagaia avanti dopo una risalita, e quando tira il colpo non piega il braccio se prima non ha portato avanti il bacino.

Sono tutte cosette, ma sono cosette che fanno arrivare sul podio e che tutte le aspiranti protagoniste dovranno imparare a fare.


Tra gli uomini tutti e tre i nostri portacolori erano in semifinale (con ben tre italiani nei primi otto posti delle qualifiche) e tutti e tre hanno fatto delle belle se non splendide discese.

Purtroppo il compatto Ceccon, che continua a percorrere le acque di gara con notevole precisione, incappa in una penalità millimetrica ed i 2", aggiunti a manche già terminata, lo relegano all'undicesimo posto e senza la magica Q per la finale.

Mi chiedo quanto possa realmente andare forte uno che, come il bravo Paolo, riesce a fare questi risultati nonostante dia la viva impressione di non lasciare correre del tutto la canoa.


Chi invece, per la grande gioia di tutti noi, torna a navigare in finale è Roberto Colazingari che tra alti e bassi continua a percorrere il cammino intrapreso qualche tempo fa per agguantare il posto che può avere tra i più forti del mondo.

Prende ancora troppa acqua sulla coperta e ogni tanto ha qualche piccolo tentennamento ma, almeno a Seu, pare aver ritrovato abbastanza gioia di andare in canoa da portare a termine tre buone manche arrivando in finale sesto per la sua e la nostra soddisfazione: grande Roby!


Terzo in qualifica, secondo in semifinale (mica poco!), Raffaello ci fa vedere quanto si possa andare veloci una volta imparato ad unire la novella scorrevolezza alla già padroneggiata forza.

Ho ammirato la sua semifinale con crescente gioia e culminando in un sonoro "SIIIIII!!!" al traguardo e sinceramente poco mi importa degli errori in finale: i risultati seri arriveranno di sicuro!

Ha evidentemente migliorato il suo modo di muoversi in acqua e la resa delle manovre, la canoa è visibilmente più scorrevole di un anno fa e la precisione è salita di pari passo.

Raffy non ha la precisione slovena o francese né la tecnica sistematicità slovacca ma è sulla strada del più veloce degli attuali estrosi: il fenomenale Franz Anton, capace di mettere tutti in fila sfoderando dal cilindro prestazioni incredibili là dove gli altri non fanno che ottime cose.

Peccato per la finale (vinta dall'economico Gestin) che non è stata all'altezza delle raffaelliche capacità, ma è solo in piccolo intoppo nel bel percorso di crescita che Raffy sta portando avanti. Bravissimo!


Sono particolarmente felice per il crescendo dei risultati dei tre C1 e molto ottimista sulla sinergia che questi dovrebbero portare a tutta la canadese italiana.

Sarebbe fantastico se solo ci fosse qualcuno in grado di organizzare una ricaduta tecnica sulle società in tal senso ... Chi, mi chiedo, CHI o COSA mai potrebbe organizzare qualcosa del genere?

:-)




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